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Wayne Marshall: Omaggio a Leonard Bernstein Candide

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    AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
    Sala Santa Cecilia
    Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

    Wayne Marshall
    direttore

    Lorenzo Fratini
    maestro del coro

    Leonard Bernstein
    (Lawrence, Massachusetts 1918 - New York 1990)

     

    Candide, Overture
    Allegro molto con brio

    Candide, Suite

    Proprio mentre organizzava il suo programma televisivo, Bernstein lavorava alacremente al completamento di Candide, che nella sua prima versione andò in scena nell’autunno del 1956, prima a Boston e poi a New York, con scarso successo, nonostante l’apprezzamento critico per la parte musicale. Candide è un lavoro che ha accompagnato Leonard Bernstein per tutta la vita, fino alla versione conclusiva del 1989, da lui stesso diretta. A partire dalla prima realizzazione, l’operetta tratta dal racconto di Voltaire ha lentamente subìto una modificazione dopo l’altra, alla ricerca di una fisionomia che l’ha allontanata dal Musical, senza però farle assumere la forma di un’opera vera e propria. Dalla sua prima esecuzione Candide è stata rivista almeno sei volte, producendo diverse versioni, con un cospicuo numero di autori coinvolti, dalla librettista originale Lilian Hellman a Hugh Wheeler, che riscrisse l’intero libretto per la nuova versione del 1973, fino agli interventi di Dorothy Parker, John Latouche, Stephen Sondheim, lo stesso Bernstein e sua moglie Felicia.

    La vicenda della genesi del Candide rassomiglia per complessità a quella del protagonista, il quale nel migliore dei mondi possibili si confronta in realtà con ogni sorta di avventura, dalla più assurda alla più truculenta, fino alla finale accettazione della condizione umana del mondo, pur con i suoi profondi limiti e nonostante i tanti compromessi che la condizionano. La smagliante Overture, presentata nel 1957 dall’autore alla testa dei Filarmonici di New York, parodizza gioiosamente la tradizione comica di marca europea, da Rossini a Gilbert e Sullivan, e appare traboccante di vitalità sin dall’apertura, marcata dalla fanfara degli ottoni, cui succede una breve frase degli archi, ripresa da tutta l’orchestra nell’elaborazione, con grande varietà di impasti timbrici e cambi di ritmo. Segue poi un secondo tema più lirico degli archi, dopo il quale riemerge con brillantezza ancor più febbrile il primo tema. Una nuova elaborazione, che mette in mostra la raffinatezza della scrittura di Bernstein, lascia infine il posto al flauto solista, che introduce la melodia del Rondò finale di Cunegonde, ripresa poi con esuberanza febbrile dall’orchestra, prima della rapida coda finale.

    La Suite dall’opera, una realizzazione postuma, riprende l’abitudine di Bernstein di recuperare per l’esecuzione sinfonica materiali dalle sue opere o dalle colonne sonore, come la già citata Suite da West Side Story e le Suite da On the Waterfront (1955) e dal balletto Dybbuk (1975), o le Tre meditazioni per orchestra e violoncello su “Mass” (1977).

    Negli otto numeri della Suite si ritrovano alcuni dei migliori momenti dell’opera teatrale, dalla filosofia di Pangloss The best of all possible worlds, l’assunto e tema guida dell’intera opera, la scena agrodolce dell’incontro fra Cunegonde e Candide, dopo che lui l’aveva creduta uccisa dalle baionette, mentre la ritrova cocotte a Parigi (You were dead, you know), la celebrazione della capitale francese e delle sue attrattive (Paris Waltz) e ancora il concertato pieno di speranza alla partenza per il nuovo mondo (Bon Voyage), la Ballata dell’Eldorado, il divertentissimo Tango della Old Lady, I am easily assimilated (testo scritto da Leonard e Felicia Bernstein) e il commovente, umanissimo finale Make our garden grow.

    Candide : L’argomento
    In Westfalia, nel castello del barone Thunder-ten-tronckh, vivono i due figli del barone (Maximilian e Cunegonde), la damigella Paquette e Candide; i quattro giovani sono stati allievi del filosofo Pangloss il quale, con grande ottimismo, ha insegnato loro che, qualunque cosa accada, essi vivono nel migliore dei mondi possibili. Sorpreso mentre bacia Cunegonde, Candide viene scacciato dal castello e arruolato nell’esercito degli invasori bulgari. Cominciano così le sue incredibili avventure: sfuggito alla guerra, Candide scampa ad un naufragio e a un terremoto sulle coste del Portogallo. Qui ritrova il suo maestro Pangloss; entrambi vengono arrestati dalla Santa Inquisizione di Lisbona e condannati a morte. Ma Candide si salva grazie all’aiuto di una mezzana che lo conduce a Parigi da Cunegonde, nel frattempo divenuta amante di un ricco ebreo. Candide uccide entrambi e continua i suoi viaggi: Montevideo, Cartagena, Eldorado e infine Costantinopoli dove nel frattempo Cunegonde era stata portata come schiava. Lì ritrova anche Pangloss, il quale consiglia a tutti di vivere in campagna e di coltivare la terra. Tutti ritornano allora in Westfalia per occuparsi del loro orto, sicuri di vivere nel migliore dei mondi possibili.

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